Danni da cose in custodia: lavori alla canna fumaria

Danni da cose in custodia: lavori alla canna fumaria

DOMANDA

Salve,con mio marito viviamo al piano terra di un mini condominio composto da 6 appartamenti divisi da una scala centrale e risultano tre ad un lato e tre all\’altro lato .
L\’anno scorso abbiamo installato all\’interno del nostro appartamento una piccola stufa a pellet con il filtro ad acqua e fatto un buco nella nostra veranda per far uscire il vapore acqueo ,il condomino che abita sopra di noi è 5 anni che non mette soldi nella cassa condominiale e dice che non li metterà fino a quando noi non togliamo la stufa e quel pezzettino di canna che fuoriesce dal buco ,si rifiuta anche di farci passare una canna fumaria in acciaio lunga fino a sopra il tetto perché non vuole che si appoggi nel suo muro esterno del balcone ,tutti gli altri condomini sono favorevoli alla canna fumaria solo lui per ripicca non acconsente ,per legge come possiamo comportarci?è vero che non possiamo metterla se lui si rifiuta ?i muri esterni non sono di tutti ?lui può impedirci di scaldarci come vogliamo in casa nostra ?

RISPOSTA

Gent.mo utente,

con riferimento al quesito che ci viene posto si riporta quanto segue:

Ai fini della risoluzione della risoluzione del parere, è necessario analizzare il contenuto dell’art. 2051 c.c. in materia di danni da cose in custodia secondo il quale “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”. Orbene, il custode, è la persona che detiene il bene dal punto di vista materiale, in grado di esercitare un potere di fatto sulla res. Di conseguenza, il custode della cosa assume su di sè la responsabilità di qualsiasi danno che la res è idonea a  produrre. È altresì necessario che il danneggiato fornisca la prova idonea a dimostrare il nesso causale tra danno prodotto e cosa in custodia.

Nel caso di specie, può essere ritenuto responsabile il condominio qualora sia accertato che la produzione dell’evento dannoso derivi dal difetto di manutenzione del lastrico solare. In senso opposto, sarà ritenuto Lei come unico responsabile in quanto responsabile della manutenzione della canna fumaria (di Sua proprietà).

Il problema è che, purtroppo, dall’analisi del testo, non riusciamo a stabilire quale sia il nesso causale e, di conseguenza, di chi sia la responsabilità. Purtroppo, solo l’intervento di un perito-tecnico potrebbe risolvere la questione e svelare, effettivamente, se le infiltrazioni siano derivate da un difetto di manutenzione della Sua canna fumaria ovvero del lastrico solare. La sua nomina, a parere dello scrivente, doveva avvenire ai tempi in cui si era palesata l’infiltrazione.

Tuttavia, supponendo che in origine la provenienza del danno non era certa, sottolineiamo come sia dovere dell’amministratore intervenire in maniera tempestiva al fine di risolvere il danno. Se in un momento successivo la provenienza del danno è stata individuata nella Sua canna fumaria, purtroppo, Lei non ha possibilità di scelta. Sostanzialmente l’amministratore avrà provveduto in maniera provvidenziale a contattare un ditta per risolvere in maniera celere il danno, anticipandone le spese di cui, adesso, chiede il rimborso.

L’unico consiglio che siamo in grado di darLe è di farsi assistere da un tecnico (geometra, architetto, ingegnere) per approfondire l’origine del danno, e da un legale al fine di provare a raggiungere un accordo circa il pagamento della cifra richiesta.

Dott.ssa Federica Colicchio

Assistenza gratuita Garante Condominio

Dettagli Dott.ssa Federica Colicchio

Sin da piccola sono stata estremamente incuriosita dalla materia condominiale, essendo in prima persona un condomino. Ho partecipato sempre in maniera attiva alla vita condominiale, grazie anche alle competenze giuridiche acquisite attraverso la laurea in Giurisprudenza, conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 2014. Terminata la pratica forense, ho migliorato la mia formazione professionale e giuridica tramite il corso di perfezionamento curato dall'Istituto di Studi Giuridici M&C Militerni. Nonostante abbia proseguito la professione forense come praticante avvocato, continuo ad occuparmi delle problematiche quotidiane che caratterizzano il mio condominio. Credo fermamente, infatti, che l'attività svolta da ciascun condomino, volta a migliorare le condizioni di vita di un ambiente comune, possa essere un valido sostegno per il difficile lavoro affidato all'Amministratore di condominio. Perchè non ricorrere alla collaborazione reciproca tra le parti anche nella gestione degli spazi e della vita comune? Del resto, l'unione fa la forza.