Intervista ad Antonella Bozzaotra sul progetto ”+Vicini”

Intervista ad Antonella Bozzaotra  sul progetto ”+Vicini”

(GC)Una nuova associazione, autofinanziata che esplora un ambito sconosciuto della psicologia dando un taglio definito: il condominio. Quali considerazioni le suggerisce questo?

(AB) Penso innanzitutto che la psicologia abbia delle possibilità di sviluppo enormi: ci sono degli ambiti di intervento inesplorati come quello che voi, giovani psicologi, state portando avanti senza appiattirvi sull’idea che esista solo la psicoterapia come abito di intervento. I contesti di convivenza come quelli del vicinato riportano al lavoro sulla prossimità e sull’alterità, sulla base della convivenza sociale che adesso ha delle regole diverse rispetto agli anni in cui esisteva il vicinato solidale. Ricordo che fino agli anni ’80 si viveva molto di più in casa. Vivere in casa significava condividere lo spazio comune per più tempo e in relazione allo svolgimento di serie di attività. La casa non era percepita come il rifugio dove barricarsi dall’altro, ma un luogo dove stare insieme e condividere; un luogo in cui si stava molto bene in quanto, nonostante i ‘pettegolezzi di pianerottolo’, si respirava un clima solidale e di cooperazione. Sarebbe davvero importante portare avanti un lavoro finalizzato a risvegliare le coscienze sull’importanza dello ‘stare insieme’.

(GC) Abbiamo chiamato il nostro progetto ‘’+Vicini’’ con l’auspicio di riuscire a ricreare un ambiente emotivo di rinnovata empatia nei contesti condominiali. Cosa ne pensa?

(AB) A Napoli c’è un proverbio molto particolare: ‘nasci con la mamma e muori con la vicina’. Un detto che richiama la funzione che hanno sempre avuto i vicini nella vita di tutti noi.  Prima il condominio era una comunità dove le persone si trovavano vicine le une alle altre anche emotivamente, soprattutto in occasioni belle, come il giorno del matrimonio, in cui la sposa durante la preparazione era circondata dalla felicità e dalla confusione creata dal ‘comitato’ delle vicine di casa; o meno belle, come la morte di un familiare.

(GC) Oltre che tra vicini di casa, per noi è fondamentale che anche i professionisti che lavorano nel mondo condominiale siano +Vicini sul piano comunicativo. Cosa le viene in mente, per associazione mentale, se pensa all’urbanistica ad esempio?

(AB) Se pensiamo a come si è evoluta l’urbanizzazione vediamo palazzi che si ergono in altezza, ricalcando l’idea della nostra società moderna, in cui c’è una separazione tra chi sta più in alto e chi più in basso. Anticamente, invece, le case erano costruite attorno a un cortile, un largo o uno spazio comune, tutte allo stesso livello. La verticalità, infatti, pone in una posizione competitiva e non cooperativa.  È importantissimo che le varie professionalità che ruotano attorno al mondo complesso del contesto condominiale comunichino quanto meno tra di loro, al fine di creare un unico ‘registro’ con il quale codificare azioni e interventi da mettere in campo.

(GC) La nostra Associazione è composta da giovani psicologi e laureati in psicologia che hanno avuto l’idea e l’entusiasmo di esplorare un nuovo campo senza alcuna spalla istituzionale, mettendo in gioco ognuno le proprie risorse senza alcuna culla istituzionale e partendo da zero. Cosa si sente di dire a questi giovani professionisti?

(AB) Questo progetto mi affascina e mi piace l’idea che sta alla base.  E considero una sfida per la nostra professione la capacità di affacciarsi sulle innovazioni e su quegli ambiti di intervento sul sociale che non siano prettamente correlati al lavoro terapeutico one-to-one.
Guardare all’innovazione e intervenire sul sociale sono due elementi cardine della Settimana del benessere, un’iniziativa nata otto anni fa per promuovere la nostra professione e creare relazioni nei territori in cui viviamo e operiamo. Vi invito quindi a presentare il vostro lavoro e, seguendo il percorso innovativo che state percorrendo per primi, a ideare un progetto da correlare a questo appuntamento. Da parte mia e di tutti i colleghi che conoscono bene i difficili contesti di convivenza, ci sarà pieno appoggio.

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