La famiglia e la Teoria dei sistemi familiari

Teoria dei Sistemi Familiari
L’ideatore di questa teoria è lo psichiatra americano Murray Bowen.
Secondo questo autore, la famiglia è un unità emotiva, in quanto nella relazione di gruppo si ritrovano, con le ovvie differenze, gli stessi meccanismi emotivi che regolano il rapporto tra i membri di una famiglia.
Va tenuto conto che, simbolicamente, la realtà oggettiva è poco importante, mentre conta di più la realtà soggettiva, ovvero non è importante ciò che è ma ciò che si crede che sia.

L’interesse per questo approccio è che verso la figura parentale dominante si proiettano gli stessi sentimenti di disagio, soggezione, oppure di affetto, stima od ammirazione che proviamo nei confronti del padre.
Questa proiezione si ripropone ogniqualvolta si entra in rapporto con l’autorità: è importante perciò capire che se il rapporto con il proprio padre è stato nell’infanzia sereno e costruttivo, sarà lo stesso con colui il quale esprime il potere e l’autorità; viceversa, saremo a disagio e proveremo insicurezza se il rapporto paterno sarà stato conflittuale.
La Teoria dei Sistemi Familiari considera la famiglia come un insieme di relazioni dipendenti fra loro, per cui i soggetti non sono autonomi ma sono entità influenzate da pensieri, sentimenti e comportamenti di tutta la famiglia.
Questi concetti spiegano come in certi gruppi di persone siamo stati molto bene, mentre in altri meno, in quanto erano i comportamenti e gli atteggiamenti mentali del gruppo a condizionare il nostro modo di agire.
Allora potremo considerare il gruppo come un sistema, dove agendo su un elemento, si influenzano anche gli altri.
L’esempio migliore è quello del corpo umano, che quando si ammala il medico partendo dal sintomo risale alla causa della patologia.
Nel gruppo, il comportamento polemico e ipercompetitivo di un partecipante è la conseguenza dell’influenza degli altri: ad esempio, un progetto presentato con troppa enfasi o arroganza può innescare la competitività di alcuni partecipanti e quindi il relatore si troverà in conflitto emotivo con essi; anche il dubbio e l’incertezza rafforzeranno l’ansia dei collaboratori.

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