Piano di rientro per morosità condominiale: come trattarlo?

Piano di rientro per morosità condominiale: come trattarlo?

QUESITO

Il mio problema riguarda un piano di rientro non andato a buon fine.
Per motivi di lavoro ero moroso delle spese condominiali. In assemblea ho chiesto ai condomini se potevano concedermi un po’ di tempo per il rientro. Messa al voto la richiesta mi è stato concesso un anno all’unanimità.

L’amministratore non ha riportati nulla di ciò sul verbale e non sono mai stato contattato per un piano di rientro. Agendo di mia iniziativa ho iniziato a versare quote a settembre. Mi sono fermato a novembre visto l’arrivo degli atti giudiziari.

L’amministratore ha inviato sollecito ad agosto. Tramite legale mail che non ho ricevuto (indirizzo sbagliato) dove si parlava di piano di rientro.

Sono venuto a conoscenza della mail dopo gli atti perché ho contattato il legale.
Tengo a precisare che ho saldato tutto nei tempi concessi ma adesso mi chiedono oltre mille euro di spese.

Cosa posso fare ora?

RISPOSTA

Gent.mo utente,
Le consigliamo, di accertarsi sempre del contenuto del verbale dell’assemblea. Qualsiasi tipo di deliberazione sia avvenuta contra legem o in violazione del regolamento condominiale, ha la possibilità di impugnare la delibera in questione, ai sensi dell’art. 1137 c.c..

Assemblea e delibera

L’amministratore in quanto organo esecutivo del condominio, deve ricevere dall’assemblea il conferimento dell’incarico per la stipulazione di un piano di rientro. Se ciò non accade, l’amministratore agisce esulando dai propri poteri e quindi non più come un mandatario del condominio ma come un falsus procurator.

Secondo l’art. 1136 comma 4 c.c., per l’approvazione della transazione è necessaria una maggioranza degli intervenuti all’assemblea di almeno 500 millesimi. In considerazione di ciò, la delibera presentava un vizio di legge idoneo a legittimarne l’impugnazione.

Purtroppo il termine per l’impugnazione della delibera è di 30 giorni a partire dalla data di deliberazione ed è abbondantemente scaduto.
Inoltre, il piano di rientro per gli oneri condominiali deve essere redatto per iscritto, a garanzia del debitore (considerata nel rapporto la parte debole dell’accordo).

Il piano di rientro è un contratto effettivo.

Nel momento in cui l’adempimento avviene con regolarità, si evita il pericolo di vedersi notificato un atto giudiziario. Il piano di rientro è una vera e propria transazione attraverso la quale le parti decidono di scongiurare un procedimento giudiziale.

In considerazione che a Suo dire era in regola con i pagamenti, appare irragionevole l’azione legale intrapresa nei Suoi confronti.
Qualora sopraggiunga la notifica di un decreto ingiuntivo, il soggetto ricevente ha la possibilità di proporre opposizione. Entro 40 giorni dalla notifica, qualora sussistano i presupposti di diritto.

Ci sentiamo in dovere di dirle che, avrebbe potuto proporre opposizione all’atto giudiziario.
Ciò premesso, Le consigliamo di richiedere all’amministratore la sottoscrizione di un ulteriore piano di rientro. Affinchè Lei possa dilazionare in diverse rate le spese del giudizio (oneri dell’avvocato, Iva, CPA e interessi).

Nel caso della stipulazione e sottoscrizione dell’accordo (che è a tutti gli effetti un contratto ai sensi dell’art. 1965 comma 1 c.c.), Le suggeriamo di chiedere al proprio legale di fiducia assistenza.

Dott.ssa Federica Colicchio
Assistenza Garante Condominio