Prende appunti invece di redigere verbale di assemblea di condominio

Prende appunti invece di redigere verbale di assemblea di condominio

DOMANDA

Buongiorno,
vorrei chiedervi cosa fare se all\’inizio dell\’assemblea condominiale l\’amministratore si rifiuta di far verbalizzare il segretario e pretende di prendere lui appunti , facendo firmare il verbale nei giorni seguenti .Grazie e cordiali saluti.

RISPOSTA

Gent.mo utente,

con riferimento al quesito che ci viene posto si riporta quanto segue:

L’art. 1136 c.c. relativo alla “Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni” è stato modificato dalla riforma del 2012-13 ed attualmente prevede la redazione per iscritto del verbale di assemblea di condominio, all’interno del quale dovrà essere riportato l’intero svolgimento della stessa. Se da un lato il legislatore ha richiesto in maniera specifica la redazione scritta di un verbale, è pur vero che non esiste un articolo del Codice Civile che disciplini in maniera altrettanto dettagliata i requisiti del verbale in oggetto. Per questo motivo, la giurisprudenza è più volte intervenuta con il fine di sopperire a tale lacuna, tuttavia in maniera discordante.  Secondo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. 4806/2005), il verbale di assemblea dovrà necessariamente indicare il nominativo dei condomini presenti (anche per delega) nonché dei loro millesimi. È altresì indispensabile specificare il nominativo ed i relativi millesimi dei condomini favorevoli, contrari ovvero astenuti (Cass. 10754/2011).Numerosi problemi sono sorti, inoltre, in relazione alla questione della sottoscrizione del verbale. Secondo la giurisprudenza prevalente, la sottoscrizione del segretario e del presidente sono ritenute valide, in virtù dell’applicazione dell’art. 2375 c.c. Secondo la Cassazione, in assenza della sottoscrizione ivi riportata, il verbale sarà da considerarsi valido per l’apposizione della sottoscrizione da parte degli altri condomini (Cass. 2812/1973). Gli Ermellini hanno sostenuto, inoltre, che il verbale, seppur privo di sottoscrizioni del presidente e del segretario, deve rientrare nelle dichiarazioni di scienza con efficacia di confessione stragiudiziale nei soli confronti dei condomini consenzienti. Pertanto, se è innegabile che la questione relativa alla sottoscrizione del verbale assembleare sia di difficile risoluzione, è altrettanto vero che il Codice Civile sottolinea la necessità della redazione di un verbale, anche in vista di una eventuale

impugnazione. L’art. 1137, comma 2 e 3 c.c., recita espressamente “Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.”. Orbene, dinanzi ad una redazione successiva del verbale, è impensabile in primis in quanto sarebbe difficile per un condomino comprendere la decorrenza del termine per una eventuale delibera. Per di più, si configurerebbe un problema circa la figura del condomino dissenziente per il quale il termine decorre proprio dalla data di deliberazione.

Ciò premesso, il modo di agire del Suo amministratore rispetta ben poco quanto dettato dal Legislatore. In presenza di simili esternazioni in assemblea, Le suggeriamo di elencare all’amministratore il contenuto degli artt. 1136 c.c. e 1137 c.c.

Dott.ssa Federica Colicchio

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Dettagli Dott.ssa Federica Colicchio

Sin da piccola sono stata estremamente incuriosita dalla materia condominiale, essendo in prima persona un condomino. Ho partecipato sempre in maniera attiva alla vita condominiale, grazie anche alle competenze giuridiche acquisite attraverso la laurea in Giurisprudenza, conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 2014. Terminata la pratica forense, ho migliorato la mia formazione professionale e giuridica tramite il corso di perfezionamento curato dall'Istituto di Studi Giuridici M&C Militerni. Nonostante abbia proseguito la professione forense come praticante avvocato, continuo ad occuparmi delle problematiche quotidiane che caratterizzano il mio condominio. Credo fermamente, infatti, che l'attività svolta da ciascun condomino, volta a migliorare le condizioni di vita di un ambiente comune, possa essere un valido sostegno per il difficile lavoro affidato all'Amministratore di condominio. Perchè non ricorrere alla collaborazione reciproca tra le parti anche nella gestione degli spazi e della vita comune? Del resto, l'unione fa la forza.