Non sto utilizzando l’appartamento: posso avere un rimborso delle utenze?

Non sto utilizzando l’appartamento: posso avere un rimborso delle utenze?

QUESITO

La mia domanda Γ¨ sul rimborso delle utenze per inutilizzo dell’appartamento.
Vivo a Roma in un edificio del 1946 che ha avuto dei cedimenti strutturali.
Con ingenti spese sono partiti i lavori per il consolidamento.

Abito al piano terra e ho dovuto lasciare il mio appartamento da giugno 2018 e ancora non sono rientrato.
Vorrei sapere se posso avere un rimborso su luce, riscaldamento e telefono dal condominio.

Visto che non ho potuto usufruirne.
Premetto che solo di riscaldamento pago 2.000 euro annui.
Vi ringrazio per la vostra disponibilitΓ 

RISPOSTA

Gent.mo utente,
in riferimento al quesito sul rimborso delle utenze si riporta quanto segue.
Ci duole affermare che il condominio non puΓ² farsi carico del pagamento delle utenze domestiche.

Il consumo di utenze attinenti a contatori privati (per esempio acqua e luce) non puΓ² essere addebitato al condominio.
Lo stesso discorso vale per le spese condominiali.

Lei Γ¨ tenuto ad effettuare il pagamento poichΓ© risulta comunque proprietario dei beni comuni, a prescindere dal mancato utilizzo dell’appartamento.

Che si tratti di luce β€œcondominiale” o β€œprivata”, Γ¨ tenuto al pagamento. Per quanto concerne la β€œluce condominiale” il pagamento Γ¨ del tutto lecito in quanto il servizio di energia elettrica Γ¨ comunque utilizzato all’interno delle parti comuni, di cui Lei Γ¨ senza ombra di dubbio ancora proprietario.

Le ricordiamo che il proprietario di una casa dichiarata inagibile puΓ² richiedere una riduzione d’imposta ridotta del 50%.
Qualora l’immobile sia considerato un rudere, Γ¨ necessario far classificare al catasto l’appartamento nella categoria F/2.

SarΓ  possibile cosΓ¬ ricevere l’esenzione da Imu. A meno che l’appartamento si trovi in un’area considerata ancora edificabile grazie al fabbricato ancora integro.

Per quanto riguarda la sicurezza delle parti comuni dell’edificio, le consigliamo la lettura di questo articolo.

Dott.ssa Federica Colicchio