Riparto spese: e’ giusto pagare per due anche se si e’ soli?

Riparto spese: e’ giusto pagare per due anche se si e’ soli?

QUESITO

Buongiorno,
il mio problema riguarda il riparto spese.
sono proprietaria di un appartamento al secondo piano dato in locazione da ottobre 2017.


Ho informato telefonicamente l’amministratore del nome e numero di persone occupanti l’appartamento (1).
Tramite r.r. l’8 gennaio 2019 arriva convocazione diretta seconda assemblea per il 16 Gennaio alla quale non riesco a partecipare .
Dalla ripartizione spese del il 2018 il mio inquilino paga per due persone le spese dell’acquedotto e dell’ascensore, di cui non usufruisce per scelta personale.

Spese del genere venivano attribuite anche a me quando vivevo lì con mio figlio, nonostante fosse studente e non residente.
Ho appurato sia da me che tramite interviste ai condomini, che il reale uso oltre che poderoso è per la signora anziana del terzo piano. Viene visitata con frequenza nell’arco della giornata da parenti, badanti e collaboratici domestiche per lei e per i condomini dei piani alti.


Ho fatto notare tutto ciò all’amministratrice, ma il riparto spese per il 2018 e il preventivo per il 2019 è già stato deliberato in mia assenza.
Come posso intervenire per interrompere queste scorrettezze?
Esiste una norma che regola l’uso reale dei mezzi in comune?
Perchè pagare il doppio avendo registrazione d’affitto per un solo inquilino
che spesso lavora fuori e usa l’appartamento per pochi giorni alla settimana?


Grazie
In attesa di riscontro invio cordiali saluti.

RISPOSTA

Gent.ma utente,
È necessario affrontare con ordine e per punti la questione in quanto appare molto complessa.
La modalità utilizzata dall’amministratore per il riparto spese sia dell’acqua che dell’ascensore, è in chiara violazione di legge.


Per quanto concerne il riparto delle spese dell’acqua, c’è da dire che molti amministratori (nel passato) hanno commesso lo stesso errore, ossia dividere le spese dell’acqua in base al numero di abitanti per unità immobiliare.

Seppur accettato in maniera tacita per anni dai condomini, questo sistema è palesemente in contrasto con quanto previsto dal legislatore all’art. 1123 c.c.. A tale sistema ci si può opporre in due modi.
In primis, sollecitando l’utilizzo di sistemi di misurazione dei consumi dell’acqua.


Se il condominio utilizza un “contatore di sottrazione” da installarsi in ogni singolo appartamento, si è in grado di pagare effettivamente per quanto si è consumato.
Utilizzare un sistema del genere renderebbe molto più semplice la ripartizione delle spese idriche.
In assenza di tale strumento, l’amministratore è comunque obbligato dal comma 1 dell’art. 1123 c.c. a ripartire le spese in base ai millesimi, salvo diversa convenzione tra le parti.


Questo vuol dire che, per esempio, se il regolamento contrattuale del condominio prevede una divisione delle spese in base al numero di occupanti per unità immobiliare, non ci si può opporre. In caso contrario, deve essere osservato quanto previsto dal Codice Civile.


Stesso discorso vale per la ripartizione delle spese previste per l’ascensore.
L’art. 1124 c.c. , al primo comma, stabilisce che le spese per la manutenzione dell’ascensore devono essere ripartite per metà in base ai millesimi e per l’altra metà in maniera proporzionale all’altezza di ciascun piano (la cosiddetta Tabella Ascensore).

Le consigliamo di dare uno sguardo all’articolo che spiega cosa sono le Tabelle Millesimali

Ossia, secondo questo principio, il condomino che abita al quarto piano in quanto utilizza in maniera maggiore l’ascensore rispetto al condomino del primo piano, dovrà pagare di più del condomino del primo piano.
Pertanto, se il Suo appartamento è collocato al secondo piano e quello della Signora al terzo, la Signora dovrà pagare di più rispetto alla Sua Quota.

E veniamo ora alla questione della delibera.
All’ordine del giorno dell’assemblea del 16 gennaio 2019 sembrerebbe esserci proprio l’approvazione per il riparto spese, in violazione di legge.
Per questo motivo, non avendo preso parte all’assemblea, Lei ha il diritto di impugnare la delibera in oggetto.


Il condomino assente può impugnare la delibera entro 30 giorni, a partire dalla data di comunicazione della stessa.
Pertanto, non appena riceverà la delibera dell’assemblea tramite (supponiamo) a.r., potrà recarsi immediatamente dal Suo legale di fiducia ed impugnare la delibera.

Dott.ssa Federica Colicchio
Assistenza Gratuita Garante Condominio