Rottura dell’autoclave in condominio e spese per i consumi ulteriori

Rottura dell’autoclave in condominio e spese per i consumi ulteriori

DOMANDA

A luglio è arrivata presso la sede del nostro amministratore di condominio una bolletta dell’acqua esosa di oltre 6.000 euro secondo lui da imputare alla rottura del galleggiante posto dentro l’autoclave. Premetto che in quel periodo (dicembre 2018 – maggio 2019) in casa non vi era nessuno e la ripartizione è stata fatta in millesimi, per cui la mia quota è di circa euro 400, quando il consumo era pari a 0 (ogni abitazione possiede un contatore). Alla richiesta di chiarimenti l’amministratore si è difeso dicendo che l’azienda dell’ acquedotto non ha emesso fatture fino al luglio 2019 per via del passaggio alla fatturazione elettronica e per lo stesso motivo lui non ha potuto dare la lettura del contatore (grazie alla quale si sarebbe accorto dei metri cubi consumati e correre ai ripari per tempo).
In realtà lui non ha mai fatto l’autolettura, ma cosa posso fare io considerando che in casa non c’era nessuno? Sono tenuta al pagamento? Il responsabile è lui, a mio avviso.
Grazie

RISPOSTA

Gent.mo utente,

con riferimento al quesito posto si rappresenta quanto segue:

Le spese relative all’utilizzo dell’acqua possono essere ripartite secondo due criteri specifici di seguito riportati. In primis, il servizio idrico viene diviso tra i condomini secondo il consumo effettivo sostenuto; ossia, attraverso la lettura del contatore, è possibile stabile quanto quel condomino abbia consumato in concreto. Inoltre, ai sensi dell’art. 1123 c.c., le spese de quo possono essere altresì ripartite in base ai millesimi di proprietà (come posto in essere dal Suo amministratore).

Vero è che attraverso la lettura dei contatori era possibile rilevare l’anomalia dell’elevato consumo di acqua, dovuta alla rottura dell’autoclave. Vero è, inoltre, che attraverso la manutenzione ordinaria della stessa, l’amministratore poteva riscontrarne la rottura. Tuttavia, a parere dello scrivente, non Le resta altro che pagare.

In linea generale, anche se un appartamento risulta essere disabitato, appare impensabile il mancato pagamento in oggetto. Nonostante l’appartamento non sia occupato e abbia un consumo pari a zero, il proprietario ha in ogni caso usufruito dell’acqua condominiale (per esempio, nel caso della pulizia del palazzo). A ciò è necessario aggiungere che la bolletta dell’acqua è costituita da consumi variabili (ossia connessi al consumo effettivo) e da costi fissi composti da imposte e costi fissi contrattuali (la quota fissa di cui alla Delibera n. 664 del 2015 della Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrica).

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Dr.ssa Federica Colicchio

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Dettagli Dott.ssa Federica Colicchio

Sin da piccola sono stata estremamente incuriosita dalla materia condominiale, essendo in prima persona un condomino. Ho partecipato sempre in maniera attiva alla vita condominiale, grazie anche alle competenze giuridiche acquisite attraverso la laurea in Giurisprudenza, conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 2014. Terminata la pratica forense, ho migliorato la mia formazione professionale e giuridica tramite il corso di perfezionamento curato dall'Istituto di Studi Giuridici M&C Militerni. Nonostante abbia proseguito la professione forense come praticante avvocato, continuo ad occuparmi delle problematiche quotidiane che caratterizzano il mio condominio. Credo fermamente, infatti, che l'attività svolta da ciascun condomino, volta a migliorare le condizioni di vita di un ambiente comune, possa essere un valido sostegno per il difficile lavoro affidato all'Amministratore di condominio. Perchè non ricorrere alla collaborazione reciproca tra le parti anche nella gestione degli spazi e della vita comune? Del resto, l'unione fa la forza.